aMule: condividiamo la stessa cartella su più distribuzioni Linux!

Bene! Oggi vi racconterò la storia di come si condivide la stessa cartella di aMule su più distribuzioni Linux. Se siete dei soggetti poligami come me, questa storia potrebbe tornarvi utile. Tutti sappiamo come vengono gestiti i crediti su aMule e se sul nostro HD sono presenti più sistemi operativi la questione potrebbe divenire rognosa. Ma non se si condivide la stessa cartella, perché in questo modo i nostri crediti, come i nostri file, rimarranno immutati. Figo!

Innanzitutto il mio consiglio è quello di settare un ip statico. Quindi clicchiamo sull’icona di network-manager (con il destro su xfce, gnome2, mate) e andiamo a modificare la connessione. impostate tutto come da screenshot che segue. In indirizzo la scelta è casuale; dipende da quanti pc sono collegati sulla vostra rete, il .8, in generale, mi è sembrato un buon compromesso. Ovviamente nella sezione dns dovete inserire quelli del vostro ISP. Generalmente si possono reperire direttamente nelle pagine di configurazione del router, o potete optare per dns di terze parti come gli OpenDNS. A voi la scelta.

Ip statico

Fatto questo dovremo passare ad aprire le porte sul nostro router; e qui proprio ve la dovete vedere voi, perché ogni router è un caso a sé. In ogni modo dovrebbe esserci una sezione che indica il Port Forwarding, se la trovate siete nel posto giusto. Quella che segue è la mia configurazione su router D-link DSL-2640R.

Port Forwarding

Attenzione che ancora non è finita con lo sbloccaggio delle porte. Se siete su Mint/Ubuntu allora è sufficiente, ma se avete sotto mano la splendida e meravigliosa e blindatissima Fedora, allora bisogna andare a smanettare anche nel firewall. Quindi lanciamolo, Altre porte/Aggiungi e impostiamo gli stessi settaggi del router.

Firewall

Firewall Porte

Perfetto, adesso viene il bello. Mettiamo il caso che abbiamo sempre fatto girare il mulo su Linux Mint, ma adesso siamo su Fedora e ci rendiamo conto che è qui che vogliamo restare e che non possiamo riavviare solo per metterci a scaricare un file. Don’t worry! Installate aMule anche su Fedora e avviatelo; fategli caricare la lista dei server e chiudetelo. Rechiamoci nella Home, visualizziamo i file nascosti, e andiamo a cercare la cartella .aMule; all’interno ci sarà un amule.conf, è quello che fa per noi.

amule.conf

Ripetiamo l’ultimo passaggio anche su Linux Mint: montiamo la partizione e andiamo a procacciarci lo stesso file. Un volta trovato, apriamolo, selezioniamo tutto, e copiamo e incolliamo il contenuto nell’amule.conf di Fedora. Facciamo attenzione però a cambiare i percorsi delle cartelle IncomingDirTempDir e OSDirectory, che devono puntare sulle rispettive cartella .aMule/Incoming, .aMule/Temp e .aMule di Linux Mint. (Vedere screenshot)

amule.conf dir

Bene raga, se avete fatto tutto con maestria e senza sbavature, adesso il vostro muletto lavorerà su un’unica cartella da qualsiasi distribuzione lo lanciate. Bisogna fare solo attenzione a una cosa: prima di avviarlo assicuriamoci che la partizione sulla quale è presente la cartella condivisa sia montata.

Amule Fedora XFCE

aMule Fedora Gnome 3

Scusate manca lo screenshot di aMule su Linux Mint, ma sono su Fedora Beefy, ed è qui che voglio stare e non ho voglia di riavviare! 😀

à tout à l’heure!

PS: beccatevi pure Mate 😉

Fedora 17 + Mate

Ridimensioniamo il filtro “cattura collegamenti” di JDownloader

Come tutti voi ben sapete JDownloader è un download manager con i contro ca… attributi. Ho sentito dire in giro che diventa pressoché inutile se non è in grado di risolvere quei fottutissimi captcha. Io sinceramente la vedo diversamente e poi se si segue questa guida risolviamo anche il problema della risoluzione automatica dei captcha. Quindi spesso e volentieri è l’ignoranza a gettare discredito su cose che non andrebbero per niente discreditate.
Una delle funzioni più accattivanti del suddetto è il cattura collegamenti: basta copiare l’indirizzo del file che vogliamo scaricare e JD lo metterà in coda per il download. La cosa, per quanto possa essere all’iper mega giga, a volte può rivelarsi davvero fastidiosa. Insomma, se non siamo in grado di tenerlo a bada, JD ti mette in coda di tutto; l’impossibile, l’inimmaginabile, una cosa mostruosa. Te lo vedi apparire dal nulla da un momento all’altro e bisogna stare in continuazione a eliminare i file catturati dalla coda. È una cosa che ti rovina la vita. Per esempio quando mi capita di voler scaricare un video da Youtube e seleziono il collegamento, JD mi cattura tutti i formati disponibili presenti sul server, ma io voglio solo l’.mp4… cribbio! Allora come si risolve questo maniacalismo per ogni tipo di file? Semplice! Basta dire a JD quali file deve catturare e quali è meglio che si faccia gli affaracci suoi.

Quindi andiamo nelle impostazioni e sulla colonna di sinistra evidenziamo Interfaccia Utente e Cattura Collegamenti, ora nella casella filtro link, andiamo a inserire sotto “#Ignorefiletype ‘olo’: ” le estensioni dei file che vogliamo escludere dal cattura collegamenti. Io ho inserito un po’ di roba tipo questa:

.+?\.olo
.+?\.png
.+?\.jpg
.+?\.jpeg
.+?\.gif
.+?\.bitmap
.+?\.tiff
.+?\.pdf
.+?\.doc
.+?\.xls
.+?\.docx
.+?\.odt
.+?\.flv
.+?\.webm
.+?\.mp3
.+?\.psd
.+?\.xcf
.+?\.deb
.+?\.rpm
.+?\.cazz

JDownloader filtro link
ovviamente sta all’utente sbizzarrirsi con la propria fantasia.
Ecco, adesso JD su Youtube mi cattura solo il formato .mp4 (finalmente!)

JDownloader collegamenti filtrati
Lo spettacolo è stato gentilmente offerto da Linux Mint 13 Mate Edition.

Alla prossima puntata!

PS: il .olo c’era già di default, ma che razza di estensione è? Mai sentita prima!

Chakra! (Mini Recensione Impulsiva)

Della serie:

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare!

Premesso che sull’HD del mio PC fisso ho sempre quattro (4) partizioni perché… si è vero, sono famelico di DE. E quindi tra fisso, notebook e netbook, riesco ad avere una vasta gamma di DE dei quali faccio un uso forse troppo eccessivo e caracollante; e se non fosse per il fatto che siamo la 5° potenza mondiale, molto probabilmente queste mie tendenze mi costerebbero un ricovero coatto, magari in un campo FEMA, o chissà, alla Presidenza del Consiglio. Anyway, i DE di cui sto parlando sono XFCE, GNOME 3, KDE e MATE (già c’è anche lui e va alla grande). Qualche giorno fa decido di tirar via ArchLinux, che dopo essera passata per tutti gli ambienti desktop alla fine aveva trovato una sua dimensione su KDE. Il fatto è che dopo un paio di anni di utilizzo mi dava la sensazione che il sistema si fosse sporcato troppo; e anche se lo sporco non si vedeva, io sentivo che era lì, sotto il tappeto. Quindi do una bella piallata, ma di installare ArchLinux non me ne teneva proprio. Poi rifletto e dico: cazzo ma c’è Chakra che è da tempo che voglio provarla! E la provo.
Dev’essere stato più o meno quando ho lanciato l’nstaller dalla live che ho sentito le trombe degli arcangeli. La vocina nella mia testa, che si chiama Tony e si esprime attraverso il mio dito indice, ha iniziato a bisbigliare: non ti ricordi cosa ha detto Mr. Halloran? L’ultima volta che hai installato ArchLinux ci sei stato quasi un pomeriggio. Sono come figure dentro un libro, non sono cose vere! E indovinate un po? Tony non ci aveva capito un cazzo. L’installazione non è durata nemmeno mezz’ora. Sbalorditivo. Poi Tony ha ridetto: non t’illudere, sicuramente devi aggiungere quelle cose in DAEMONS nel file rc.conf, e altra roba da psicopatici nerd della minchia! E anche qui Tony ha toppato. Tutto il necessario era già configurato di suo out-of-the-box.

Ora, questo non è un post che ha la presunzione di voler dire agli altri quello che va installato per completare la propria amata, anche perché tutto ciò che ci serve lo troviamo al solito posto, cioè nei repository. E non abbiamo nemmeno bisgno di una GUI per avere una panoramica completa di tutti i pacchetti disponibili, in quanto, come su ArchLinux (aur), anche qui basta digitare in un terminale:

$ ccr pacchettochemiinteressa

ccr skype
e ccr ci stamperà a video tutto quello che vogliamo sapere (e c’è veramente di tutto!); dopodiché sta a noi pigiare il numeretto e dare invio se un determinato pacchetto ci interessa sul serio. Se i pacchetti provengono direttamente dai repo ccr, basta rispondere di no alla richiesta di modifica dei file “PKGBUILD” e “.install“, e ccr compilerà il mondo per noi.

ccr skype
Ecco magari, in base alla mia esperienza, potrei consigliare di disattivare Nepomuk e Akonadi per ridurre il dispendio di risorse. Se poi date Alt+F2 e cliccate sulla chiave inglese, potrete disattivare alcuni servizi di cui non fate uso. Stessa cosa operando in Impostazioni di Sistema. E, per finire, io ho notato un notevole miglioramento, in termini di consumo e reattività, passando dai driver proprietari Nvidia a quelli open Nouveau. Fate le vostre prove e guardate meno film porno, o guardatene di più, fate vobis!

Che altro dire! Gli sviluppatori di Chakra non tollerano applicazioni Gtk nel sistema. E magari hanno anche ragione, forse un po’ troppo puritani, ma hanno ragione. Perché bisogna sempre separare l’acqua dal vino. Insomma da piccolo ho bevuto acqua e vino, sono sbagli che si fanno da giovani, ma adesso sarebbe inconcepibile. O solo acqua, o solo vino. Ragion per cui per le applicazioni Gtk più in voga è stato creato un Tool che ci permette di installare programmi senza installarli (sembra un controsenso ma è così); sono i cosiddetti bundle e sono fenomenali.
In conclusione il mio plauso più sincero va agli sviluppatori di questa distribuzione davvero unica nel suo genere. Ah, quasi dimenticavo, KDE ha raggiunto un livello di maturità tale da far commuovere. Attualmente, imho, è l’ambiente desktop più completo, anche se io li amo tutti, e quindi non starò qui a dire che è meglio degli altri.

Chakra Desktop
Il mio consiglio spassionato è quello di dare assolutamente una chance a Chakra, perché potreste non pentirvene per niente. Inoltre, la comunità italiana è molto attiva, e c’è una sezione guide davvero utile. Senza tralasciare, ovviamente, una delle risorse più esaustive del web su Gnu/Linux: le ArchWiki.

à tout à l’heure!

PS: il minimo che posso fare per dare il mio contributo è inserire un bannerino 🙂

Fedora 17 XFCE e la maledizione della localizzazione!

E anche nella versione 17 (chissà se porterà fortuna!) la spin XFCE di Fedora continua a dare problemi di localizzazione. Il vizietto si risolve in codesto modo anche se le directory, ahimè, restano in inglese. Per italianizzare (parzialmente) anche le directory bisogna recarsi nella cartella .config e cancellare il file “user-dirs.dirs”, dopodiché rigenerarlo con questo comando:

$ xdg-user-dirs-update

resta il fatto che, anche così facendo, le cartelle “Scrivania”, “Pubblici” e “Modelli” restano comunque in inglese. Non che la cosa sia da strapparsi i capelli, ma certe stranezze proprio non le capisco.

user-dirs.dirs

Home
Aufidersen!

Fedora 17 Gnome 3: ancora Skype, ancora Webcam!

Il problema del riconoscimento della webcam su Skype ha rotto un po’ i maroni. Visto i precedenti articoli sul topolino: squit 1, squit 2, vediamo come far andare questa maledetta webcam anche in ambiente Gnome3.
Semplicissimo!  Qualcuno ha detto di utilizzare Alacarte, ma a me Alacarte non si avvia. E perché non si avvia? Direte voi! Non lo so. In ogni modo, senza approfondire troppo questioni scomode che sarebbe meglio non approfondire per non rischiare di fare la fine di Piero Angela, passiamo ai fatti. Premiamo Alt+F2 e diamo un bel:

beesu nautilus...

a proposito, se non avete installato beesu, installatelo:

sudo yum install beesu

quindi, Alt+F2 e:

beesu nautilus /usr/share/applications/

diamo invio, inseriamo la password e andiamo a cercare l’icona di Skype. Una volta trovata, con il destro del mouse clicchiamo su Proprietà.

Icona Skype

Si aprirà una finestra dove in Comando inseriremo:

env LD_PRELOAD=/usr/lib/libv4l/v4l1compat.so /usr/bin/skype

e chiudiamo. Fatto!

Skype Proprietà

Con questa pezza la vostra webcam dovrebbe andare.

Skype  Webcam

Si ma se potete evitare, evitate! Skype è di Microzozz, e come tutte le cose zozz, puzz! Io non lo uso mai, mi diverto solo a fare andare la webcam, per dimostrare a me stesso e agli altri che se io posso cambiare e voi potete cambiare, allora anche Emilio Fede può cambiare.

Adieu mes amis!

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